Mostrario

Animali

Bumbo [bozza]

Suino peloso, con zanne corte come i cinghiali. Hanno i quarti posteriori possenti e alti, più di quelli anteriori (il sedere sporge di almeno una spanna rispetto all’altezza della testa); il naso è dotato di una corta proboscide prensile. Sono pelosi, di colore variabile tra il grigio e il marrone molto scuro; sulla fronte c’è sempre un ciuffo di pelo chiaro (rosato nei bumbi grigi) detto “macchia di Obbòn” dal nome del Dio che, nella leggenda, cavalca un bumbo nero.
La sua carne è saporita e nutriente.

Dervilo [bozza]

Creatura simile ad un cervo, di costituzione robusta. Non ha corna ma due molari modificati che sporgono dalla bocca e proseguono dritti al lato del muso (detti pughe). Sono usati come cavalcature, e le pughe come rozze armi o strumenti. Per i dervili servono a scortecciare gli alberi quando cercano insetti.
Se nutriti con molte proteine (carne) crescono più grandi, con pughe più lunghe e spesse. Diventano anche più bellicosi.

Non Morti

Zombie

Gli zombie sono i più comuni tra i morti animati. Il loro corpo non è mosso dall'energia vitale, ma da sortilegi che li manovrano come fossero macabri burattini di carne. La stessa magia gli conferisce una rapida riparazione dei tessuti e delle ossa, cosi che uno zombie è in gradi di sopravvivere anche a gravi danni.
 La magia che fa funzionare uno zombie non è sempre uguale, ma i maghi moderni conosco bene due rituali: lo "Anello di Ferro" - orrenda pratica condannata in ogni reame civile – e l’animazione tramite Spirito Invisibile.

 Il rituale dello "Anello di Ferro" è stato creato sulla strada della ricerca della vita eterna. Cingendo con un anello di ferro incantato il cervello, il cuore e il fegato di un uomo morto di recente, si riesce a preservarne la vita. Purtroppo, questo rituale non è abbastanza efficace da contenere le energie dell'uomo in modo perfetto, e nell'arco di pochi giorni l'uomo si riduce ad una creatura priva d’intelletto o sentimenti, e dal corpo marcescente. Se poi la morte è avvenuta da più di un giorno, non c'è nulla da trattenere, e il massimo effetto che un mago può ottenere è di creare uno zombie cosi ottuso da non saper neppure rispondere ai suoi ordini.
 Tale è comunque la natura di questi costrutti, che privi di ogni sentimento, e dotati solo di poche memorie (ma non dell'anima che, fortunatamente, lascia il corpo per seguire il suo destino), eseguono scrupolosamente qualunque ordine del loro creatore. O almeno, quelli che riescono a comprendere.
 Raramente, uno zombie creato con questo rituale può conservare meglio di altri le sue caratteristiche. Si sa di zombie dotati di buon intelletto, o che hanno conservato parte dei loro sentimenti.
Queste tristi creature, a metà tra due mondi, sfuggono al controllo del loro creatore e cercano di tornare alla vita che pensano gli appartenga ancora. Nonostante ispirino pietà è buona cosa ucciderle appena possibile.
Terribile è invece il caso in cui lo Anello di Ferro che cinge il fegato sia, per caso o perizia del mago, in grado di preservare meglio il corpo. Il risultato è uno zombie dal corpo perfettamente umano, senza segni esteriori della sua morte (a parte l'inevitabile cerchio di ferro attorno al cranio, che tutti gli zombie hanno e che li distingue facilmente). Dotati della forza brutale e magica che il rituale gli dona, possono compiere gesta impressionanti, con grande vantaggio del loro padrone. La controparte di questo dono è una fame insaziabile, che spinge lo zombie a nutrirsi di qualunque cosa gli paia commestibile, senza farsi scrupolo di sbranare animali vivi o - persino - persone.

Il secondo rituale è considerato molto efficace ma pieno d’insidie. Il morto che si vuole rianimare viene posto all’interno di un circolo magico aperto e riempito di energie capaci di muoverlo, quindi uno Spirito Invisibile viene invitato con l’inganno a possederlo. Prima che questo prenda il controllo completo del corpo, il mago lo imprigiona con un amuleto magico – preparato in precedenza – che contiene parte dello spirito del morto. Il risultato è superficialmente perfetto: il morto torna a muoversi e ha quasi tutte le facoltà mentali e le memorie. In realtà non è l’anima del defunto a vivere nel corpo, ma quella dello Spirito Invisibile che, in virtù dell’amuleto, è costretto a “recitare” il ruolo del defunto, in maniera molto convincente. E’ un rito per nulla raro, usato solitamente per truffare le famiglie facoltose fingendo di resuscitare i loro cari. Con il tempo, comunque, lo Spirito Invisibile trova sempre il modo di aggirare il controllo dell’amuleto, oppure questo viene tolto per disattenzione o cupidigia (è in metalli preziosi). Se lo Spirito Invisibile sta interpretando già da lungo tempo il ruolo di “resuscitato”, a volte continua a recitarlo nell’attesa dell’occasione di vendicarsi. Oppure abbandona il corpo per tornare alla vita libera.

Creature del Sogno

Abitatori del buio [BOZZA]

Sono esseri nati casualmente dopo la Guerra dei Folli dall’unione dell’essenza dispersa dei combattenti deceduti. Rimasti rinchiusi in buon numero all’interno del Sigillo hanno l’aspetto di umanoidi glabri neri come la notte. Cacciatori solitari prettamente istintuali sono dotati di poteri mentali e si nutrono di essenza vitale

Silean

Tra i molti servitori dell’Esiliato, le Silean sono considerate l’orda più pericolosa, nonostante che una singola Silean raramente raggiunge un grande potere. Quando succede, comunque, è un momento grave per interi popoli.
Le Silean sono creature di Sogno, prive di consistenza fisica. Il loro aspetto è di donne alate, con una lunga e flessuosa coda di pesce al posto delle gambe, e capelli spessi come fruste. La dentatura è felina, e sulla pelle risplendono disegni simili a tatuaggi, ma i cui contorni mutano e si contorcono come cose vive. La pelle, diversa da individuo a individuo, varia dal blu scuro alle sfumature più delicate del viola.
E’ possibile vederle con questo aspetto solo quando nuotano nei flussi di Etere per spostarsi da un’Isola all’altra, o per portare il loro tributo di anime all’Esiliato. Quando si mischiano alle razze mortali indossano invece il corpo di un morto, carpendone le ultime memorie e impersonandolo con abilità.

Il potere delle Silean è di rapire le anime per conto dell’Esiliato. Quando le condizioni sono favorevoli si librano sopra i campi di battaglia o le città colpite da pestilenze, nella speranza di intercettare un’anima mortale prima che gli Dei della Morte la reclamino per il loro signore. Al loro arrivo, anzi, le Silean fuggono in maniera disordinata, perché non c’è Dio della Morte che non desideri punirle per la loro meschina avidità.
Come alternativa al rapimento delle anime già uscite dal corpo, le Silean più coraggiose cercano un moribondo per prendere possesso del suo corpo. Il momento della possessione è obbligatoriamente quando l’anima ha appena lasciato il corpo, e lo spirito è indifeso. Penetrando nel corpo la Silean divora lo spirito, assorbendone la memoria e animando la carne. Se non ci sono danni esterni è quasi impossibile riconoscere la possessione.
Ma animare un corpo umano è uno sforzo titanico per queste creature effimere, è richiede una fonte continua di forza. Per questo la Silean ha bisogno di catturare un’anima almeno per rinvigorire il corpo animato e se stessa – un’anima in meno per l’Esiliato, e quindi il rischio di scontentarlo gravemente nel caso che l’azzardo non porti buoni frutti. E nessuna Silean vuole scontentare l’oscuro corruttore.

Nella scelta dei corpi le Silean prediligono le donne. Sia perché è più facile per loro recitare una personalità femminile, sia perché in un involucro femminile, i loro poteri di seduzione sono maggiori. E attraverso la seduzione, l’inganno e una piccola dose di violenza, possono derubare i vivi delle loro energie spirituali, fino a svuotarli. Nel frattempo, poiché il loro involucro non funziona come un corpo realmente vivo, devono nutrirlo con alimenti semplici e adatti a sostenerlo. Da queste necessità è possibile riconoscere le Silean mentre sono nascoste nel branco delle loro prede.
Nei primi giorni della possessione l’involucro perde la capacità di generare sangue ma è ancora in grado di assimilare cibo normale. Rapidamente perderà anche questa capacità, e la Silean ripiegherà su cibi zuccherini come dolci, vini, alcool e frutta. Quando, nell’arco di una settimana (a seconda delle razze e della loro forma fisica) la dentatura avrà preso il caratteristico aspetto felino, con piccoli molari e molti denti aguzzi, potranno cominciare ad assimilare sangue, che finisce direttamente nelle vene. Gli zuccheri rimangono una necessità per alimentare l’involucro, ma senza una continua fonte di sangue a sostituire quello che muore nel corpo animato, quest’ultimo comincerebbe a crollare fino a decomporsi. Il sangue più indicato è quello della stessa razza dell’involucro, del quale la Silean necessità di alcuni sorsi ogni giorno. Altrimenti può ripiegare su quello di razze simili o addirittura molto diverse o animali, ma le quantità di sangue necessario crescono rapidamente. Per mantenere il corpo di un umano, una Silean può arrivare a prosciugare un cavallo in un paio di giorni.

Per rubare l’anima di un essere vivente le Silean utilizzano la Corruzione. Scelta una vittima la circuiscono, ne apprendono i più riposti desideri e cercano di sedurla, fin quando non possa più vivere senza di lei. Lentamente la Corruzione impregna l’anima mortale, finché la Silean non è pronta a risucchiarla dal corpo, solitamente con un lungo bacio. Della vittima rimane il guscio vuoto, privato persino dello spirito che andrà a rafforzare il legame tra la Silean e il suo involucro. L’anima ghermita rimane legata al corpo etereo della Silean, che può liberarsene a piacere quando si presenta l’occasione di farla giungere al suo padrone.
La stessa Silean può lasciare temporaneamente il suo involucro, ma solo per poco tempo. Quando lo fa il corpo materiale muore, e se lei non dovesse fare ritorno in tempo non troverebbe che un cadavere decomposto e inospitale. Per questo le Silean si arrischiano alla separazione solo se costrette, ad esempio quando portano il loro bottino di anime all’Esiliato.
Quanti più spiriti mortali la Silean assorbe, maggiore è il legame con il corpo che indossa. Di volta in volta imparerà a plasmarlo, per aumentarne la bellezza o per mascherare i denti appuntiti quando non ne ha bisogno. O per nascondere i segni della corruzione dell’involucro che, altrimenti, emergerebbero con il tempo. Dopo una lunga convivenza l’involucro comincia ad assumere l’aspetto della predatrice, assumendo delicate sfumature azzurrine o violette, precedute da elaborati disegni simili a tatuaggi. Ma lo sforzo di nascondere questi segni è tale che le Silean, quando possono, preferiscono lasciarli apparire. Non in pubblico, comunque.

Una Silean che abbia assorbito molti spiriti e abbia donato molte anime all’Esiliato viene sempre promossa a Darsilean, la “Madre delle Predatrici”. E’ un ruolo di potere, che eleva la Silean allo status di una regina tra le sue simili. Le Silean ordinarie la riconoscono istintivamente come dominatrice e si sottomettono a lei, diventando sue messaggere pressi il padrone, per portare notizie e anime. La Darsilean, a volte, utilizza parte del potere accumulato per migrare in un nuovo corpo, più adatto al suo ruolo di regina – e anche per sviare l’attenzione dalla precedente identità. Per l’occasione sono solite mettere da parte una o due vittime, per rifocillarsi dopo lo sforzo. Non è affatto raro che, in questa occasione, scelgano un corpo maschile, soprattutto se hanno scelto vittime in società maschiliste (quasi tutte, tra le razze).

La Darsilean tiene spesso con se un paio di servitrici, per le quali sceglie e prepara con cura i corpi da indossare. Selezionata una donna di adeguato fascino e status sociale, la seduce fino a rapirne l’anima, ma non la strappa dal corpo. Lascia invece che la nuova servitrice completi l’opera, indossando un corpo senza il minimo segno della morte.
Le regine sono inoltre in grado di procreare, anche se l’atto è faticoso e fonte di dolore. Ma l’Esiliato non disdegna di avere nuove servitrici, e gli Dei della Morte ne falciano un buon numero ogni anno. La genesi di una nuova Silean avviene nella mente di una vittima, o più propriamente nei suoi sogni. La Darsilean deve avere una grande affinità con la vittima, ed essere al suo fianco per più notti mentre la vittima dorme. Di solito la predatrice si cala nei panni dell’amante del potenziale “padre” della sua prole (anche quando la vittima non è un uomo, anche se quasi sempre lo è). L’anima della vittima deve essere pura e non corrotta, e questo impedisce alla Darsilean di usare molti dei suoi poteri sovrannaturali di seduzione, rendendo più difficile il compito. Quando il “padre” è follemente e perdutamente innamorato della Darsilean, e cade in un sonno profondo, questa si separa dal suo corpo ed entra in quello della vittima, contagiandone i sogni. Altre Silean, istruite e preparate all’occasione si immergeranno nella mente della vittima dando vita a un furibondo sogno di passioni, lussuria e decadenza che dura per moltissime ore, ben oltre una singola notte. Durante il sogno la vittima sperimenta ogni desiderio che abbia mai concepito, dal più infimo al più sublime! Le Silean si sottomettono alla sua immaginazione e recitano come marionette nel vortice di immagini della vittima, caricandosi dei suoi sogni e delle sue fantasie, fino a morirne: in quel momento lo spirito della Silean si strappa, si rigenera nel desiderio del “padre”, e da vita a due nuove Silean, che immediatamente fuggono dal sogno e, guidate da una Silean che rimane a vigilare su tutto, vanno a rendere omaggio all’Esiliato.

Al termine del sogno rimane solo la Darsilean, stremata e priva di forza. Quando abbandona la mente svuotata del “padre”, troverà inevitabilmente il proprio involucro marcio e inutilizzabile, e le sue forze insufficienti per vantare ancora il titolo di regina. Può solo sperare che l’Esiliato, soddisfatto di un buon numero di nuove servitrici, le conceda privilegi e onori per ricreare il suo potere. A volte – o sempre, se il rito della procreazione ha dato pochi frutti – il premio è una ingrata indifferenza. Comunque, una Darsilean non può procreare più di una volta nella sua vita, e quindi non può permettersi errori.